Getresponse vs Mailchimp: qual è il migliore
di Michele Magnani ultimo aggiornamento 0

Getresponse vs Mailchimp: qual è il migliore

Alla luce della recente (e radicale) revisione della sua struttura dei prezzi e delle funzionalità da parte di Mailchimp, questa domanda è diventata piuttosto comune per chi si occupa di digital marketing.

Quindi, in questa recensione comparativa tra Getresponse e Mailchimp, esaminerò in profondità entrambe queste principali soluzioni di email marketing, per vedere quale di esse soddisfa meglio ogni esigenza e per chi sono adatte.. cercando di non essere troppo di parte ovviamente 😉

Disclaimer: Questo confronto è state fatto su Mailchimp nel 2020. Facciamo del nostro meglio per mantenerlo il più accurato possibile, e lo controlliamo regolarmente, tuttavia, se desideri conoscere l’offerta dei nostri concorrenti , dovresti controllarlo sul loro sito web ufficiale o contattare i loro rappresentanti.

Tabella dei contenuti

Cosa fanno effettivamente Getresponse e Mailchimp?

Getresponse e Mailchimp sono entrambi piattaforme online di email marketing che ti consentono di:

  • creare (o importare) una mailing list e acquisire indirizzi e-mail su di essa
  • progettare newsletter e messaggi da poter inviare ai propri iscritti
  • automatizzare alcuni processi inviando email agli utenti dopo una loro precisa azione (iscrizione, acquisto, carrelli abbandonati, tracciabilità, ecc.)
  • monitorare le statistiche relative al tuo email marketing: tassi di apertura, click-through, condivisioni e altro.

Negli ultimi due anni, Getresponse si è evoluto in una soluzione di marketing più all-in-one e come tale ora ha alcune funzionalità che non si trovano in Mailchimp, vale a dire:

  • creare e gestione di webinar online
  • funzionalità di e-commerce integrate (è possibile creare una propria vetrina virtuale con i propri prodotti da collegare alla newsletter e vendere direttamente)
  • creare di veri e propri funnel di acquisto 

Una delle caratteristiche per cui sono tradizionalmente più conosciuti entrambi i software sono gli autorisponditori, vediamo nel dettaglio come funzionano:

Autoresponder: una rapida panoramica

Gli autorisponditori sono email automatiche che vengono inviate ai tuoi iscritti a intervalli predefiniti e dipendono da azioni specifiche degli utenti. Per esempio puoi impostare che quando qualcuno si iscrive alla tua mailing list riceva un messaggio di benvenuto e che esattamente una settimana dopo possa ricevere un codice sconto per alcuni dei tuoi prodotti o servizi. Puoi anche impostare che se apre la mail riceverà un certa tipologia di messaggio altrimenti, se non la apre, di rimandare un rimander dopo X giorni. Gli esempi possono essere infiniti e dipendono dagli obiettivi che si è dati. 

L’idea è che una grossa parte del tua tua strategia di email marketing venga automatizzata, in modo che, una volta impostate le cose correttamente, gli iscritti riceveranno automaticamente i messaggi chiave della tua attività senza che tu debba preoccuparti di inviare manualmente newsletter ogni volta che qualcuno si iscrive. 

Esistono moltissimi esempi di utilizzo degli autoresponder. Vengono generalmente chiamate “drip email” (email a goccia) perché vengono attivate da intervalli di tempo regolari.

Tuttavia, gli autorisponditori vengono sempre più utilizzati nei modi più sofisticati, con messaggi attivati ​​da aperture, clic, acquisti, visite a specifiche pagine Web, ordini abbandonati e altro ancora.

Se impostati correttamente, fanno risparmiare un’enorme quantità di tempo e hanno il potenziale per generare entrate significative.


Autoresponder in Getresponse e Mailchimp

Getresponse e Mailchimp forniscono entrambe ampie funzionalità di risposta automatica, e sono tutte e due fra i migliori del settore.

autoresponder mailchimp dashboard

Entrambi i prodotti offrono una serie simile di eventi che fanno scattare la risposta automatica tra cui scegliere: iscrizione a un elenco, aperture, clic, acquisti effettuati, URL visitati e modifiche ai dati dell’utente fra i più utilizzati.

Ad esempio, con entrambi gli strumenti, puoi attivare gli autorisponditori, quando:

1. Azione: quando qualcuno apre o fa clic su un collegamento su un’e-mail esistente
2. Acquisti: se qualcuno acquista un prodotto dal tuo sito web, puoi utilizzare queste informazioni per attivare una trasmissione e-mail sia in Getresponse che in Mailchimp
3. Visite a una pagina: se un iscritto visita una determinata pagina o landing page del tuo sito, puoi attivare l’invio di una e-mail pochi secondi dopo
4. Modifica dei dati anagrafici: cioè quando qualcuno modifica i propri dettagli sulla tua lista
5. Data e ora: ad esempio, puoi inviare messaggi di invio automatico x minuti o giorni dopo la registrazione o in occasione dei compleanni.

Per riassumere, entrambi i prodotti sono davvero utili quando si tratta di funzionalità di risposta automatica: la gamma di attivazioni a tua disposizione è ampia.

Gli aspetti chiave a cui pensare quando si decide quale piattaforma gestisce meglio gli autorisponditori sono:

  • l’interfaccia che utilizzi per crearli
  • quanto costa accedere alla funzionalità di risposta automatica.

Per quanto riguarda l’interfaccia, Getresponse ti consente di gestire l’automazione degli invii di posta elettronica tramite un editor in stile “diagramma di flusso”, sembra complicato all’inizio, ma poi con la giusta pratica diventa intuitivo e facile da utilizzare. 

Autorisponder GetResponse

Mailchimp ti consente anche di creare percorsi per gli utenti simili e allo stesso modo sofisticati, ma fornisce un approccio più basato su modelli, in cui scegli un set predefinito di e-mail automatiche che viene poi personalizzato per soddisfare tutte le esigenze.

mailchimp-autorespoder-dashboard.png

Personalmente, preferisco il flusso di lavoro di automazione di Getresponse piuttosto che l’approccio basato sui modelli di Mailchimp, l’ho trovato più flessibile da usare.

Vediamo come funziona per quanto riguarda i costi. La differenza principale è che le funzionalità di risposta automatica di Mailchimp non sono disponibili nel piano “essenziale” di livello base.

Su questo piano, puoi utilizzare Mailchimp solo per inviare automaticamente e-mail “una tantum” (ad esempio, un’e-mail di benvenuto o una notifica di ordine) ma il gioco è fatto: i “flussi di lavoro personalizzati in più passaggi”, per usare la frase di Mailchimp, non sono inclusi.

Questo è uno dei principali argomenti a favore dell’utilizzo di Getresponse su Mailchimp, poiché la funzionalità di risposta automatica è completa e  inclusa in ogni singolo piano di Getresponse: facilita sia le campagne drip che la possibilità di abilitare invii di email basate su percorso specifici degli utenti.

Nella maggior parte dei casi, sarai in grado di usufruire della funzionalità di risposta automatica professionale a un prezzo notevolmente inferiore con Getresponse: la differenza esatta dipende dalla dimensione dell’elenco, ma per un elenco contenente circa 5.000 abbonati, risparmierai circa 28€ al mese utilizzando Il piano “Base” di Getresponse piuttosto che quello “Standard” di Mailchimp.

Quindi, se, ad esempio, hai un elenco contenente 40k-50k abbonati, puoi risparmiare fino circa a 100€ al mese.

A questo punto confrontiamo i prezzi dei piani di entrambe le soluzioni.

Prezzi software email marketing

Prezzi di Mailchimp

Mailchimp ha quattro piani tariffari. In ordine di spesa sono:

mailchimp scheda prezzi

Gratuito: è a disposizione una versione ridotta del prodotto ed obbligatorio tenere il logo di  Mailchimp nella parte inferiore delle newsletter. È disponibile fino a 2000 contatti e/o 10.000 email inviate al mese.

Essenziale: a partire da $ 9,99 al mese per inviare e-mail a un elenco di dimensioni fino a 50.000 abbonati e/o 500.000 email inviate al mese.

– Standard: a partire da $ 14,99 al mese per un elenco di dimensioni fino a 100.000 contatti e 1.2 milioni di email inviate al mese.

– Premium: a partire da $ 299 al mese per un elenco di dimensioni da 200.000 contatti in su e più di 3 milioni di email inviate al mese.

Prezzi GetResponse

Anche in Getresponse ci sono anche quattro piani. I criteri sono leggermenti diversi, a parte il piano Max dedicato alle aziende più grandi, tutti gli altri hanno un prezzo di base che cresce all’aumentare della lista, si parte da un minimo di 1000 fino a 100.000 contatti per:

GetResponse scheda prezzi e tariffs

Base: a partire da 13€ al mese e si ha la possibilità di inviare un numero illimitato di e-mail ad un massimo di 1.000 abbonati; fino a 400€ al mese per 100.000 contatti.

Plus: a partire da 45€ al mese per una lista con 1000 contatti, fino ad arrivare a 445€ al mese per 100.000 contatti.

– Professionale: a partire da 89€ al mese per un minimo di 1.000 abbonati fino ad arrivare a 515 € al mese per 100.000 contatti.

Max – il prezzo è negoziabile, in base alle esigenze dell’azienda. È dedicato per chi ha più di 100.000 contatti a cui inviare newsletter.

Per ogni piano non ci sono limiti di invio come su Mailchimp e inoltre è disponibile una prova gratuita, della durata di 30 giorni, a cui puoi accedere tramite questo link.

Limiti di invio

Nel maggio 2019, Mailchimp ha introdotto limiti mensili (controversi) al numero di newsletter elettroniche che puoi inviare alle tue liste.

Questi variano in base al numero di abbonati che hai sulla tua lista, ma per i piani e il numero di abbonati sopra elencati, i limiti sono rispettivamente 10k, 500k, 1,2 milioni e 3 milioni.

Ora, non è facile superare questi limiti, ma utilizzando frequentemente autorisponditori o invii molte newsletter automatiche, è plausibile che si possa farlo, soprattutto nei piani più economici.

Quindi,direi un punto assegnato per Getresponse, perché tutti i suoi piani ti consentono di inviare un numero illimitato di email al mese, anche quella di livello base. Questo rappresenta un rapporto qualità-prezzo molto vantaggioso.

Utenti attivi e inattivi: differenze di pagamento

Quando si tratta di dimensioni degli elenchi, bisogna fare attenzione, perchè c’è una grande differenza tra le due realtà: Mailchimp ti addebita sia i contatti iscritti che quelli inattivi (o “pubblico” per utilizzare la nuova terminologia di Mailchimp).

Getresponse, al contrario, ti addebita solo i contatti attivi.

Quindi, ad esempio, se hai 1500 iscritti in un elenco, 200 dei quali non iscritti, Getresponse li considera come un elenco contenente 1300 persone. Mailchimp lo considererebbe un elenco contenente 1500 abbonati e ti addebiterà di conseguenza.

Questa è una differenza abbastanza fondamentale dal mio punto di vista e, come con il problema del limite di invio di Mailchimp, presenta uno degli argomenti più convincenti per scegliere Getresponse su Mailchimp.

Piani e prove gratuiti

Una caratteristica molto gradita di Mailchimp è il suo piano gratuito: puoi usarlo per inviare fino a 10.000 e-mail a un massimo di 2.000 abbonati al mese.

Questo è generoso ed estremamente utile per gli utenti che desiderano inviare email occasionali a un piccolo elenco.

Tuttavia, le email inviate utilizzando questo piano mostrano la pubblicità Mailchimp su di esse, il che, sebbene non troppo invasivo, le fa sembrare leggermente meno professionali nell’aspetto.

Come ci si potrebbe aspettare, il piano gratuito di Mailchimp non fornisce tutte le funzionalità rispetto ad uno a pagamento. Le caratteristiche chiave che non sono disponibili su un piano gratuito di Mailchimp includono:

– la possibilità di rimuovere la pubblicità di Mailchimp

– accesso alla maggior parte dei modelli (puoi usare solo i layout semplici)

– accesso alle funzionalità di A/b test

– supporto

– modelli personalizzabili con codice html

– ottimizzazione del tempo di invio (grazie al quale puoi inviare la tua email nel momento in cui è più probabile che i tuoi iscritti la aprano)

– piena funzionalità di risposta automatica

Detto questo, il piano gratuito rimane piuttosto generoso e diffuso nel suo utilizzo per chi sta iniziando le prime campagne di email marketing e ha una lista abbastanza ridotta di contatti a cui inviare. 

Getresponse, al contrario, non  fornisce un piano gratuito, ma come accennato in precedenza offre una prova gratuita di 30 giorni, in cui è possibile provare tutte le funzionalità di Getresponse fino ad un elenco di 1000 iscritti o meno.

Piano Getresponse “Basic” vs il piano “Essential” di Mailchimp

Generalmente la maggior parte è interessata a confrontare il piano “Essential” di Mailchimp con il piano “Basic” di Getresponse, in quanto sono le offerte a pagamento più economiche delle due società.

Poiché le fasce di prezzo e le specifiche dei pacchetti per i due prodotti non sono esattamente le stesse, è difficile comparare esattamente le due offerte, ma in generale GetResponse risulta essere più economico rispetto a Mailchimp.

Ad esempio, partendo dall’inizio, una lista da 2500 contatti su GetResponse “Basic” costa 22 € al mese, mentre su Mailchimp la stessa offerta comparabile costa circa 25 € (30$); fino ad arrivare ad un massimo di 50000 contatti disponibili per un costo di 230 € su Mailchimp e 220 € per il piano Basic di GetResponse. In mezzo tra queste offerte c’è per esempio una lista da 25000 contatti su GetResponse a 125 € mentre su Mailchimp costa 230 € quindi qui la forbice è ancora più ampia.

L’unico aspetto su cui vince Mailchimp è se si ha una lista con massimo 500 iscritti dove è possibile spendere 9.99 $ al mese, mentre questa opzione non è presente su GetResponse, ma si parte in ogni caso dal piano base da 1000 iscritti.

Tuttavia, l’approccio di Mailchimp al calcolo della dimensione dell’elenco – includendo i contatti non attivi – significa che man mano che la tua lista cresce e le persone si cancellano da essa, i tuoi costi possono crescere considerevolmente utilizzando Mailchimp.

Inoltre, se sei disposto a pagare in anticipo per il tuo account Getresponse, sono disponibili alcuni sconti considerevoli che rendono Getresponse l’opzione sostanzialmente più economica: pagare in anticipo per un anno da diritto a uno sconto del 18%; pagando in anticipo per due anni si ottiene uno sconto del 30%.

Non sono disponibili sconti comparabili per Mailchimp.

Quindi, detto tutto questo, è difficile non concludere che Getresponse offra molto di più quando si confronta il suo piano di ingresso con quello di Mailchimp.

Il prezzo, tuttavia, non è l’unico fattore su cui dovresti basare una decisione Mailchimp vs Getresponse. 

Modelli e Template per Newsletter

template newsletter Getresponse

Sia Getresponse che Mailchimp offrono una buona gamma di modelli di email che puoi utilizzare come punto di partenza durante la progettazione delle tue newsletter elettroniche. Sono disponibili su Getresponse: circa 500 modelli di template mentre su Mailchimp troviamo circa 100 modelli.

In termini di qualità, se basi il confronto sui nuovi modelli di Getresponse, probabilmente è un pareggio; entrambe le piattaforme forniscono una serie di design vari dall’aspetto contemporaneo.

template mailchimp

È importante sottolineare comunque che sia con Getresponse che con Mailchimp non è necessario utilizzare uno dei modelli forniti, si possono personalizzare sia con l’editor che utilizzando codice HTML.

Single opt-in e doppio opt-in in Mailchimp e Getresponse

Esistono due modi per aggiungere abbonati a una mailing list: attreverso un processo di “consenso singolo” o “doppio consenso”.

Quando utilizzi un unico processo di partecipazione, la persona che completa il modulo di iscrizione viene aggiunta immediatamente alla tua mailing list. Con una procedura di double opt-in, la persona che si iscrive al tuo elenco riceve un’e-mail contenente un link di conferma che deve fare clic prima di essere iscritta, questo coinvolge due passaggi e una maggiore sicurezza.

Il vantaggio principale di un unico processo di opt-in è che rende facile per gli utenti iscriversi; generalmente aumenta anche i tassi di conversione e quindi il numero di abbonati nella tua lista.

Un processo di double opt-in è migliore per verificare che le persone che si iscrivono al tuo elenco stiano utilizzando indirizzi e-mail reali e conducano a dati più puliti e statistiche più accurate e in generale avere liste pulite con utente realmente interessati è un vantaggio.

Fino a qualche tempo fai, Mailchimp costringeva gli utenti a utilizzare il metodo del double opt-in, che spingeva molti utenti verso altri strumenti. Ma la buona notizia per gli utenti di Mailchimp è che entrambi i metodi di attivazione sono ora facilitati.

Getresponse da questo punto di vista facilita il processo di iscrizione sia singolo che doppio opt-in.

Questa opzione non è sempre così comunque nei software per l’email marketing, quindi un bel punto a favore per entrambi in questo caso.

A/B Test  

Una caratteristica importante e direi fondamentale dei software di email marketing è lo strumento per fare A/B test che consente di provare una varietà di intestazioni di soggetto e / o contenuto su alcuni dati campioni di email inviate (ad esempio, il 5% dell’elenco) prima di inviare automaticamente la versione con le migliori prestazioni al resto dell’elenco.

a-b-test-getresponse

Se si utilizzano elenchi relativamente piccoli, questa funzione non è vitale, perché per motivi statistici vale la pena eseguire il test diviso solo su elenchi relativamente grandi, ma chiunque intenda fare grandi invii avrà sicuramente bisogno di una buona funzionalità di A/ B test.

Come numero di test a disposizione Getresponse vince su Mailchimp. Ad oggi puoi testare fino a 5 diverse versioni della tua email e provare un’ampia gamma di variabili: contenuto, riga dell’oggetto, campo “da”, ora del giorno e giorno della settimana indipendentemente dal tipo di piano scelto, mentre Mailchimp ti consente di testare 3 versioni della tua stessa mail.

Crea segmenti di lista in Getresponse e Mailchimp

Sia Getresponse che Mailchimp ti consentono di creare segmenti di dati abbastanza facilmente: puoi utilizzare una varietà di filtri per identificare gli utenti in base a criteri particolari e salvarli per ottimizzare le campagne future.

Tuttavia, Getresponse batte Mailchimp a mani basse quando si tratta di inviare newsletter automatiche ai segmenti creati.

Questo perché la versione base di Mailchimp ti consente di inviare newsletter automatiche a un segmento alla volta, mentre Getresponse ti consente di inviarle a quante persone desideri, ed è un grosso vantaggio quando si gestiscono campagne di email marketing di medie e grandi dimensioni.

Infine, escludere i segmenti è molto più facile in Getresponse: una volta selezionato l’elenco dei destinatari, puoi semplicemente selezionare i segmenti o gli elenchi che desideri escludere dalla invio.

Se desideri opzioni di segmentazione più avanzate, puoi ottenerle in Mailchimp, ma dovrai avere accedere ad piano più costoso il “Premium”.

L’approccio più flessibile di Getresponse sia alla segmentazione che alla gestione degli elenchi è, a mio avviso, uno dei motivi più forti per utilizzarlo su Mailchimp, forse il più forte.

Reportistica e controllo dei dati della campagna

I rapporti su Mailchimp e Getresponse sono molto completi: puoi tenere traccia di tutte le solite cose come tassi di apertura, clic e cancellazioni, ma puoi anche approfondire ulteriormente i dati: ad esempio, puoi cercare qualcuno nella tua mailing list e ottenere una panoramica di quali elenchi si trovano; la loro posizione; Indirizzo IP; e quali email hanno aperto in precedenza.

Questi sono tutti dati molto utili per comprendere il tuo pubblico e informare la tua futura strategia di marketing, se piuttosto orwelliana.

Una funzione di reportistica di Mailchimp che mi piace molto è il pannello delle “statistiche di coinvolgimento”. Come suggerisce il nome, questo mostra le percentuali dei tuoi abbonati che interagiscono spesso, occasionalmente o raramente con le tue newsletter elettroniche.

Puoi anche identificare e inviare per posta i tuoi abbonati più coinvolti in Getresponse; tuttavia è un processo leggermente più manuale che implica la creazione di un segmento di persone con un punteggio di coinvolgimento elevato.

Il sistema di segnalazione di Getresponse ha un’eccellente funzionalità che non è presente in Mailchimp: la sua creazione automatica di “gruppi” inviabili per email – basata su un’azione utente più precisa – dopo l’invio di una mail.

GetResponse dashboard

Dopo una trasmissione e-mail, Getresponse ti mostrerà diversi segmenti di contatti che hanno intrapreso azioni specifiche: vedrai gruppi di persone che hanno aperto la tua e-mail, non hanno aperto la tua e-mail, hanno fatto clic sulla tua e-mail ma non hanno raggiunto un obiettivo ecc.. Ciò è estremamente utile per inviare promemoria rapidi o offerte di follow-up ai contatti pertinenti.

Tutto sommato, tuttavia, la funzionalità di segnalazione in Mailchimp e Getresponse è molto completa: entrambi gli strumenti ti consentiranno di ottenere una panoramica molto completa del rendimento delle tue newsletter.

Integrazioni con servizi terzi

Sia Getresponse che Mailchimp hanno la possibilità di integrarsi con una vasta gamma di altri servizi online: controlla i loro siti web per un elenco esaustivo, ma i servizi più comuni come Paypal, Amazon, Facebook e Magento o WordPress sono sicuramente integrabili.

Sfruttare le integrazioni è fondamentale per poter condividere la campagna sui tutti i social network o per sfruttare liste di utenti create con altri sistemi, per esempio la list dei clienti di un-ecommerce creato con Magento o una lista di contatti presa attraverso la compilazione di un sondaggio fatta con SurveyMonkey.

mailchimp api

Gestione Annunci Facebook in Mailchimp e Getresponse

Sia Mailchimp che Getresponse si differenziano da molti dei loro concorrenti consentendo di gestire le campagne pubblicitarie di Facebook direttamente dalle loro piattaforme.

Quindi, stai cercando un tool per gestire sia le campagne email che gli annunci pubblicitari in un unico strumento, potresti trovare utile questa funzionalità.

Una volta collegati gli account, i tuoi elenchi possono anche essere sincronizzati con Facebook, il quale inizierà automaticamente a mostrare gli annunci a tutti i tuoi iscritti. (cioè, oltre alle persone che erano sulla tua lista quando hai collegato i tuoi account ).

Aggiunta di un form di iscrizione al tuo sito web

Sia Getresponse che Mailchimp ti consentono di progettare moduli di iscrizione e aver coos uno snippet di codice da aggiungere e incorporare sul tuo sito web.

Con Getresponse, le opzioni di progettazione sono un po ‘più ampie: puoi utilizzare una gamma di caratteri tipografici sul tuo modulo e puoi scegliere tra una vasta scelta di modelli di form pre-progettati.

Mailchimp fornisce anche alcuni moduli per iPad / Android che puoi utilizzare per acquisire dati tramite tablet durante gli eventi, che a volte risulta molto utile.

Creare landing page

Le landing page sono pagine di atterraggio costruite appossitamente per convogliare il traffico delle campagne in una determinata pagina. Solitamente sono pagine con una call-to-action unica e non contengono elementi che possono distrarre l’attenzione dell’utente come percorsi di navigazione e menu e link verso altre pagine.

Si tratta di pagine di atterraggio progettate per migliorare i tassi di conversione. Si effettuano test A / B per testare diverse versioni l’una contro l’altra, al fine di identificare quelle con le migliori prestazioni e utilizzarle per massimizzare il numero di conversioni.

Landing page con Mailchimp

Fino a tempi relativamente recenti, le pagine di destinazione non erano incluse nei piani di Mailchimp. La buona notizia per gli utenti di Mailchimp è che la funzionalità di creazione della pagina di destinazione è ora fornita su tutti i piani Mailchimp. Tuttavia, allo stato attuale, questa funzionalità è un po ‘limitata: non è incluso alcun test A / B e sono disponibili solo pochi modelli.

Landing Page con Getresponse

In Getresponse hai una funzionalità completa per creare landing page:: centinaia di modelli reattivi, test suddivisi A / B, timer per il conto alla rovescia e fotografie stock gratuite sono tutti inclusi in questa funzione.

Il designe della pagina di destinazione potrebbe essere migliore da un punto di vista dell’usabilità – è un po’ retro – ma in definitiva è uno strumento potente che ti consente di fare molto di più con landing page rispetto che a Mailchimp.

Webinar

Con i piani Getresponse ‘Plus’ e successivi, ottieni qualcosa che non è affatto incluso nel set di funzionalità di Mailchimp: la possibilità di ospitare webinar.

I webinar sono comunemente usati come un modo per generare lead aziendali, con le aziende che offrono accesso ai contenuti dei webinar in cambio di un indirizzo e-mail. Normalmente ciò comporta l’utilizzo di due app: una per l’hosting dei webinar e una per la gestione dell’email marketing.

Getresponse è stata abbastanza intelligente qui offrendo webinar come parte della sua offerta di email marketing. Non ho testato la funzionalità del webinar e sospetto che sia di natura più “ ridotta ” di un’app per webinar dedicata come Gotowebinar, ma ciononostante, l’integrazione dell’hosting di webinar e dei servizi di e-mail marketing in un unico pacchetto molti utenti perfettamente bene e saranno più convenienti rispetto all’utilizzo di due app separate.

Una cosa a cui prestare attenzione è il numero massimo di partecipanti: Getresponse limita questo numero a 100 persone sul suo piano “Plus”, 300 sul suo piano “Professional” e 500 sul suo piano “Enterprise”. E non puoi tenere “webinar a pagamento” (ovvero, dove le persone pagano per partecipare) a meno che tu non sia sul piano “Professional”, il che è un po ‘deludente.

I webinar non sono affatto disponibili sull’offerta Getresponse più economica (il suo piano “Base”), ma puoi pagare altri $ 40 o $ 99 al mese per abilitare questa funzionalità e consentire rispettivamente a 100 o 500 partecipanti di sintonizzarsi.

500 è il numero massimo assoluto di partecipanti che puoi ospitare in un singolo webinar Getresponse: al momento non c’è modo di aumentare tale limite.

Creare Funnel

Sia Mailchimp che Getresponse forniscono molti modi utili per integrarsi con le principali piattaforme di e-commerce e puoi attivare mailout in base a un’ampia gamma di azioni dell’utente su un negozio online. (Nota tuttavia che non è disponibile alcuna integrazione ufficiale tra Mailchimp e Shopify).

Con l’introduzione della sua nuova funzione “Canalizzazioni di conversione”, Getresponse è ora effettivamente diventato un negozio online, di sorta, a pieno titolo.

Ora è possibile gestire un inventario di e-commerce all’interno e vendere prodotti direttamente da Getresponse e utilizzare la funzione di canalizzazione di conversione di Getresponse per automatizzare campagne pubblicitarie, acquisizione di dati, transazioni, recupero del carrello abbandonato e altro ancora.

Puoi fare cose simili con Mailchimp, ma dovrai collegare un negozio online di terze parti ai procedimenti, ovvero le persone non saranno in grado di acquistare i tuoi prodotti utilizzando Mailchimp da solo.

Ora la mia sensazione è che per ora gli operatori di e-commerce seri continueranno a utilizzare piattaforme consolidate come Bigcommerce o Shopify per vendere prodotti online (e ottenere risultati migliori dal farlo) piuttosto che utilizzare una piattaforma di marketing come Getresponse.

Detto questo, l’approccio all-in-one di Getresponse ha il potenziale per essere utile ad alcuni commercianti, in particolare quelli alle prime armi o coloro che desiderano gestire il maggior numero possibile di aspetti di un processo di vendita utilizzando un solo strumento.

Costruzione del sito web

Mailchimp ha recentemente introdotto una nuova funzionalità che ti consente di creare un semplice sito web.

È di natura simile a qualcosa come Google Sites, in quanto ti consente di creare un semplice sito web utilizzando un’interfaccia drag and drop.

Sebbene non sostituirà presto una piattaforma di creazione di siti web dedicata come WordPress o Squarespace, è comunque uno strumento potenzialmente utile per alcuni utenti, in particolare per solopreneurs o piccole imprese.

E la buona notizia è che, a differenza di molte altre funzionalità di Mailchimp, è disponibile su tutti i piani, anche su quello gratuito.

Supporto

Infine, c’è il supporto da considerare. Getresponse era un chiaro vincitore in questo reparto, perché erano offerti supporto telefonico, chat dal vivo ed e-mail, mentre Mailchimp offriva solo supporto via e-mail o chat dal vivo.

Tuttavia, Getresponse ha recentemente sospeso il supporto telefonico – su tutti i piani tranne l’offerta “Max” a livello aziendale – quindi ora entrambi i prodotti forniscono un livello di supporto simile sui piani più convenienti. Mailchimp fornisce anche supporto telefonico per la sua offerta più costosa (il piano “Premium” da $ 299 +).

Se il supporto telefonico è un vero problema per te, potresti dare un’occhiata ad Aweber, uno dei pochi prodotti di email marketing che lo include ancora a una tariffa conveniente. (Per maggiori dettagli, consulta la nostra recensione su Aweber).

In termini di qualità dell’assistenza, ho un’esperienza più personale del supporto Getresponse rispetto a Mailchimp: l’ho trovato ragionevolmente buono, con tempi di attesa bassi per l’assistenza via chat.

Tuttavia, la mia esperienza con il supporto email di Getresponse avrebbe potuto essere migliore: quando l’ho utilizzato in passato, sono stati coinvolti più avanti e indietro e una risoluzione dei problemi più lenta.

Getresponse vs Mailchimp: considerazioni finali

Fino a quando Mailchimp non ha cambiato la struttura dei prezzi, in genere ho sostenuto che nel complesso, sia Getresponse che Mailchimp erano strumenti simili e ricchi di funzionalità che soddisfacevano le esigenze della maggior parte delle aziende che desideravano utilizzare la posta elettronica come canale di marketing; e che decidere tra loro di solito si riduceva a preferenze personali sulle loro interfacce e modelli.

Avevo le mie preoccupazioni per la segmentazione dei dati inflessibile e le funzionalità di gestione degli elenchi in Mailchimp, ma ho sempre pensato che il resto del set di funzionalità e dei prezzi della piattaforma avesse molto da offrire, e questo confronto tra Getresponse e Mailchimp rifletteva quella visione.

Anche se alla fine sono sceso (leggermente) dalla parte di Getresponse, ho avuto molto tempo per Mailchimp e spesso l’ho consigliato come una buona opzione ai miei clienti.

Ora, tuttavia, consiglio quasi sempre Getresponse su Mailchimp.

La nuova struttura dei prezzi di Mailchimp introduce limiti di invio; conta i contatti non iscritti quando calcola la dimensione dell’elenco; e non include le più basilari funzionalità di risposta automatica e-mail nel suo piano entry-level … rendendo Getresponse il prodotto di valore molto migliore dei due discussi qui.

Inoltre, l’automazione del marketing, i webinar e le canalizzazioni di conversione di Getresponse sono strumenti davvero utili da avere nella tua casella degli strumenti di marketing digitale e ritengo che rendano Getresponse più una piattaforma “tutto in uno” rispetto a Mailchimp.

C’è un forte argomento a favore dell’utilizzo di Mailchimp su Getresponse: il suo piano gratuito, che è certamente molto generoso per chiunque abbia una piccola lista e requisiti di base. Ma chiunque abbia bisogno di una buona selezione di modelli, funzionalità di risposta automatica o marketing email di base non ne sarà ben servito.

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